Visitare
Siracusa e i suoi dintorni con gli innumerevoli siti archeologici,
i musei, le vicine riserve naturali, i centri della sua provincia famosi
in tutto il mondo per la particolare espressione del barocco siciliano,
rappresenta una esperienza piacevolmente unica. Per vedere tutto i
giorni a disposizione dovrebbero essere davvero tanti. Quello che proponiamo
qui è un itinerario attraverso i luoghi più rappresentativi
sia dal punto di vista archeologico sia architettonico e artistico
sia delle bellezze naturali.
IL TEATRO GRECO
Uno dei più grandi teatri del mondo greco che sorge sulle pendici del
colle Temenite. La prima fase della sua costruzione risale all'epoca di Ierone
I la cui corte era frequentata da Pindaro, Simonide, Bacchilide ed Eschilo
nel 474 a.C.
LATOMIE DEL PARADISO
E DEI CAPPUCCINI
Enormi cave di pietra su una superficie di diversi chilometri quadrati in un
susseguirsi di giardini (Paradisos vuol dire "giardino sospeso")
e dirupi rocciosi. Da queste cave furono ricavate le colonne monolitiche alte
8 metri e con un diametro di 2 metri utilizzate nel VI secolo per edificare
i templi di Apollo e di Giove. All'interno l'Orecchio di Dionisio, una grotta
artificiale in cui il tiranno Dionisio faceva rinchiudere i prigionieri. Il
nome di "orecchio di Dionisio" venne attribuito dal pittore Michelangelo
Merisi detto Il Caravaggio per la caratteristica sonorità che consente
di avertire anche i più leggeri bisbigli attraverso un foro che si trova
in cima. Si dice che in questo modo Dionisio facesse spiare i nemici imprigionati.
Sempre all'interno delle Latomie del Paradiso si trova la Grotta dei Cordari,
così denominata per la tradizione risalente al XVII secolo della lavorazione
della corda.
L'ALTARE DI IERONE
Probabilmente eretto nella seconda metà del III secolo a.C. Un altare
più grande di uno stadio olimpico, lungo 198,4 metri e largo 22,6 metri.
ANFITEATRO ROMANO
Poco distante dall'Altare di Ierone e dal Teatro Greco fu teatro di sanguinosi
scontri tra gladiatori. La sua edificazione potrebbe risalire al I secolo
a.C.
LA BASILICA DI SAN
GIOVANNI
Una delle prime chiese paleocristiane di Siracusa costruita verso il VI secolo
d.C. a lato della Cripta di San Marziano, il protovescovo di Siracusa inviato,
secondo la tradizione, da San Pietro.
Accanto, le Catacombe di San Giovanni e, poco distanti, le Catacombe di Vigna
Cassia, le più antiche, scavate probabilmente nel IV secolo d.C.
TEMPIO DI ATENA E
CATTEDRALE
Fatto edificare da Gelone dopo la vittoria nella battaglia di Imera nel 480
a.C. sul punto più alto di Ortigia in un luogo già considerato
sacro pe la preesistenza di un tempio arcaico. Ancora oggi è il luogo
più sacro della città in quanto la Cattedrale incastona nelle
sue pareti l'antico colonnato del tempio sin dai tempi del vescovo Zosimo durante
la dominazione bizantina.
PALAZZO VERMEXIO
E PALAZZO BENEVENTANO
Il catastrofico terremoto del 1693 fece fiorire a Siracusa come a Noto e come
in altri centri della provincia il Barocco Siciliano, ma il Palazzo Vermexio
(prende il nome del famoso architetto che lo progettò) era già stato
ultimato nel 1633. Il palazzo Beneventano, che si deve invece all'architetto
Luciano Ali', allievo di Andrea Palma, venne ultimato nel 1775. Questi palazzi,
insieme alla facciata della Cattedrale, il Palazzo Vescovile, la chiesa di
Santa Lucia alla Badia con la sua splendida facciata del Caracciolo la cui
compostezza ricorda le prime fasi del barocco ed è in vivace contrasto
con la superba balconata in ferro battuto, incorniciano Piazza Duomo, definita
da molti illustri visitatori una delle piazze più belle del mondo.
FONTE ARETUSA
Vuole la leggenda che Aretusa, ninfa di Artemide, dea della caccia, essendo
intenta ad attraversare l'Alfeo, un fiume che scorre non lontano da Corinto,
si sentì tanto soffocare dall'abbraccio del fiume che, guadagnata
la riva, implorò Artemide di liberarla dai desideri d'amore di Alfeo.
La dea la condusse allora attraverso i sentieri sottomarini dell'Egeo fino
all'Isola di Ortigia, trasformandola in fonte. La disperazione di Alfeo
fu tale da raggiungere anche lui Ortigia e confondere le sue acque con
quelle di Aretusa. Il mito delinea un congiungimento spirituale diretto
tra la Grecia e Siracusa
MUSEO NAZIONALE DI
PALAZZO BELLOMO
Sorge in due diversi edifici medievali dell'epoca di Federico II di Svevia.
Tra gli innumerevoli capolavori segnaliamo L'annunciazione dell'Angelo di Antonello
da Messina (1474) e la Deposizione di Santa Lucia del Caravaggio (1608).
CASTELLO MANIACE
Sulla punta estrema meridionale dell'Isola di Ortigia. Prende erroneamente
il nome da Giorgio Maniace che, liberata la città dal dominio arabo
intorno alla metà dell' XI secolo, per renderla più sicura,
fece rafforzare le mura e ideò un castello circondato in gran parte
dal mare. Tuttavia la costruzione del castello risale alla dominazione
di Federico II di Svevia intorno alla prima metà del XIII secolo.
TEMPIO DI APOLLO
Probabilmente il più antico tempio dorico della Sicilia. Appena all'ingresso
dell'Isola di ortigia.
GINNASIO E TEATRO
ROMANO DI VIA ELORINA
Il Ginnasio era uno dei luoghi in cui in epoca romana venivano praticati nello
stesso tempo lo sport e la cultura. Risale alla seconda metà del I secolo
d.C.
OLYMPIEION: TEMPIO
DI ZEUS OLIMPICO
Uno dei templi più antichi della Siracusa greca. Di poco successivo
al tempio di Apollo e di un secolo circa precedente al tempio di Atena. Sorge
sul colle che dominava le paludi Lisimelie e le foci dell'Anapo e del Ciane
che sfociano appaiati.
CASTELLO EURIALO
La costruzione militare denominata Castello Eurialo era di grandissima importanza
strategica per la Siracusa del tiranno Dionisio. E' considerata, con i
suoi 15.000 metri quadrati di supeficie la fortezza militare più complessa
della storia greca. Sorge sul colle di Epipoli, uno dei cinque quartieri
in cui era suddivisa la città. Il suo nome deriva dalla conformazione
che assunse con il contributo dei migliori ingegneri dell'epoca, la forma
di un chiodo dalla testa larga (euryale).
LA FONTE CIANE
La Fonte del fiume Ciane, sulle cui rive cresce spontaneamente il papiro, deve
il suo nome ad una leggenda: Ciane, ninfa di Proserpina, era stata punita
da Plutone, dio degli inferi, e trasformata in sorgente perchè da
lei accusato di aver rapito Proserpina intenta a raccogliere fiori sulle
rive del lago di Pergusa. La trasformazione raccontata da Ovidio nelle "Metamorfosi" è bellissima:
forti lamenti si levano dalla bocca di Ciane e un mare di lacrime inonda
il suo volto, le sue ossa diventano flebili, le unghie perdono la loro
durezza, i capelli, le gambe e i piedi si trasformano incredibilmente in
acqua gelida, il suo dorso, i suoi fianchi, il suo seno scorrono a lungo
sino a perdersi nelle acque increspate del mare.
PANTALICA
Si tratta di un vasto territorio di 80 ettari con un perimetro di 5 chilometri
e con una necropoli di cinquemila tombe che circonda la città sicula
di Hybla. Il primo periodo a cui si fa risalire la necropoli è il
XII-XIII secolo a.C.
Pantalica vide il suo ultimo periodo durante la colonizzazione greca di Siracusa,
quando gruppi di Siculi furono allontanati da Ortigia e si rifugiarono nelle
alture del sortinese avendo a disposizione una via d'acqua importante come
l'Anapo.
AKRAI
Fondata da Siracusa nel 664 a.C. come avamposto militare situato su una collina
alta 700 metri sul livello del mare. Avamposto di guardia sulle città poste
sulla costa come Eloro e Casmene. Il suo monumento più importante è il
Teatro Greco, più piccolo rispetto a quello di Siracusa, risalente
al periodo di Ierone II e probabilmente completato già in epoca
romana. A poca distanza dal teatro si trova le sculture rupestri dette
i Santoni, 12 rilievi incassati nelle pareti rocciose che rappresentano
la dea Cibele e altri personaggi che non risulta facile identificare e
che risalgono, probabilmente al III secolo a.C.
MUSEO ARCHEOLOGICO
REGIONALE "PAOLO ORSI"
Il museo, uno dei più importanti del mondo, si divide in tre settori:
il primo settore comprende la Preistoria e la Protostoria;
il secondo settore comprende Siracusa e Megara Iblea durante il tempo delle
rispettive fondazioni;
il terzo settore comprende i centri indigeni ellenizzati ed inoltre Gela e
Agrigento. |